cinema: terrorismo, dal 22/5 in sala film su torture usa

sigaretta elettronica

La notizia delle torture a cui gli americani dell’era Bush hanno sottoposto i sospetti terroristi catturati in Iraq e Afghanistan torna di strettissima attualita’. Pochi giorni fa Barak Obama ha deciso di rendere pubblici quattro memorandum dell’amministrazione Bush sui metodi di interrogatorio ammessi nella guerra al terrorismo che descrivono una serie di tecniche aggressive, assimilabili alla tortura, utilizzate dalla Cia dopo l’11 settembre. Ieri la decisione del Presidente Usa di vietare la pubblicazione di nuove foto dei detenuti torturati dagli agenti americani in Iraq e Afghanistan perche’ diffondendole, ha spiegato, "rischieremo di infiammare quei sentimenti anti-americani che metterebbero in grande pericolo le nostre truppe". E oggi, sul Wall Street Journal, l’indiscrezione che in attesa di chiudere Guantanamo, l’Amministrazione Obama sta valutando la possibilita’ di "trasferire alcuni sospettati di terrorismo" negli Stati Uniti "a tempo indeterminato e senza un processo". In questo momento e’ quindi particolarmente significativa l’uscita in sala di "Taxi to the dark side" di Alex Gibney, Premio Oscar 2008 per il miglior documentario e Premio miglior documentario al Tribeca Film Festival 2007, presentato lo stesso anno alla Festa di Roma nella sezione Extra. Il film, in sala in Italia dal 22 maggio, documenta questa realta’ prendendo spunto dall’indagine di Tim Golden, giornalista del ‘New York Times’, sulla misteriosa morte nel 2002 di Dilawar, un giovane taxista afghano, nella prigione di Bagram, uno dei ’siti neri’ sparsi tra Asia e Europa dell’Est in cui finivano gli accusati di terrorismo. Alex Gibney parte da qui per una sorprendente inchiesta che dalle torture e soprusi subiti dai presunti terroristi rinchiusi nelle carceri militari americane in Afghanistan e Iraq, arriva a indagare e svelare la vera natura di gravissimi episodi di violazione dei diritti umani, solo apparentemente accidentali. Una indagine che lo porta fino a Guantanamo e, indietro nel tempo, ai metodi di interrogatorio della Cia negli anni ‘50, ‘60 e ‘70.

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